Critica

“L’amore di Rossana per l’arte si evince dai temi trattati nelle sue opere. Opere che simboleggiano voglia di libertà, voglia di spezzare le catene che troppo spesso ci tengono ancorati alla realtà quotidiana. La sua pittura ci invita a sognare, perché tutto è possibile, nulla è già scritto; “faber fortunae suae”, ognuno è artefice del suo destino. L’artista nelle sue opere esprime quelle che sono le sue sensazioni tacite con colori che sprigionano una vitalità che insita nel suo manifestarsi “caotico” e straordinariamente presente e ricorrente, fanno delle sue opere un continuo motivo di riflessione. La sua è un’arte urlata che in maniera non usuale ha l’intento di trasmettere un mondo. Il suo mondo, fatto di continue emozioni e stati d’animo che cercano continui stimoli per poter essere rappresentati su una tela che continuamente prende forma, quasi a voler tracciare un ipotetico infinito artistico verso il quale l’artista sembra volersi dirigere.”

 Salvatore Russo

La critica seguente è riferita all’opera “Beyond Thought” e alla mostra Milano, marzo 2011  “Fragments of dreams” c/o Sassetti Cultura che trovi nel file delle note bio bibliografiche:

Rossana Cavalleri  ci ritrae la sua anima: una fusione di rigorosa razionalità e calde pulsioni. Lo slancio emotivo rende visibile la realtà attraverso il simbolismo onirico. La raffinatezza raggiunta dall’artista, integra la dimensione reale con quella fantastica “per costruire un altro vissuto.

l’Artista crea così un “mondo” di segni e di rimandi assolutamente personali, una sorta di luogo-grembo in cui ritrovare il sé più autentico, in cui tornare dopo aver sparso per il mondo curiosità, energia, rabbia ed attenzione”.

Il colore ha una funzione importante e in queste opere è caratterizzato da una valenza metaforica: Le forme sono spesso concave, magmi di rosso passionale e pulsante.

I colori sono assoluti come illuminazioni, sono “colori strappati”, di effetti non-finito, dinamismi estremi con cui lo sguardo dell’osservatore del dipinto si lancia oltre i confini dell’opera stessa. La pittura dona un effetto a volte sabbioso/terroso, che il forte legame con la corporeità, e la madre Terra”.

Lucilla Trotta